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Gatti in Gravidanza: Segnali del Parto da Non Ignorare

Gatti nascondono i segnali del parto con maestria che mette in difficoltà anche i proprietari attenti. Quella discrezione felina è esattamente il problema. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per non farsi trovare impreparati.

TL;DR

  • La temperatura corporea della gatta scende a circa 37,2°C nelle 12-24 ore prima del parto: è il segnale più affidabile.
  • Se le contrazioni durano oltre 30 minuti senza che nasca un gattino, è un’emergenza veterinaria immediata.
  • Prepara il nido almeno 4 settimane prima della data prevista e tieni pronti guanti, asciugamani e il numero del veterinario.

Quanto Dura la Gravidanza della Gatta?

La gravidanza di un gatto può durare tra i 61 e i 72 giorni. In genere, la durata canonica si assesta tra i 63 e i 67 giorni, il che equivale a circa 9 settimane. Non è un numero fisso. La durata può variare leggermente in base alla razza, all’età dell’animale e al numero di feti presenti.

Per convenzione, la gravidanza dei gatti è suddivisa in 3 fasi, della durata di circa 20 giorni l’una. Nella prima fase, i cambiamenti sono quasi invisibili. Nella seconda, l’addome inizia a crescere visibilmente. Nella terza, tutto accelera.

L’ecografia è l’esame più indicato per la diagnosi di gravidanza e può essere eseguita dal 22° giorno di gestazione. Mediante ecografia i veterinari sono in grado di vedere i feti già a partire dal 14° o dal 15° giorno, mentre il battito cardiaco fetale può essere individuato a partire dal 22° giorno. Questi dati servono anche a stimare la data del parto con una certa precisione, utile per prepararsi per tempo.

La cosa che sorprende molti proprietari è la frequenza con cui una gatta non sterilizzata può riprodursi. Una gatta può avere 2 o 3 gravidanze l’anno, in genere in primavera ed estate, fino a una terza gravidanza in autunno: tali periodi sono correlati con il ciclo estrale e con l’arrivo del calore, che si manifesta da febbraio a ottobre.

Come Cambia il Comportamento della Gatta Incinta?

I cambiamenti comportamentali sono spesso il primo indizio disponibile, molto prima che la pancia diventi evidente. Verso la terza settimana di gestazione si iniziano a notare alcuni cambiamenti nella gatta: l’addome si mostra più gonfio e la piccola ha più appetito. Anche il suo atteggiamento inizia a essere più materno, il temperamento diventa più mite.

A partire dall’accoppiamento si possono notare: un comportamento più rilassato, meno incline al movimento concitato, indotto dal progesterone; un ingrossamento dei capezzoli, più sporgenti, indice che siamo già oltre le due settimane di gestazione; una pancia più gonfia, specie dopo il primo mese, che può variare in base al numero dei piccoli e alla razza.

Nell’ultima fase della gravidanza, la gatta diventa molto più docile, ma anche più affaticata, meno agile e attiva. Alcune gatte diventano invece insolitamente appiccicose, cercando continuamente contatto fisico. Entrambi i comportamenti sono normali. il cambiamento di umore nelle ultime settimane è quasi sempre un segnale ormonale da non sottovalutare.

I Segnali Chiari che il Parto è Imminente

Qui si entra nel vivo. Questi sono i segnali concreti, quelli che indicano ore, non settimane.

Nelle ultime 72 ore, il primo passo è misurare la temperatura corporea due o tre volte al giorno. Un calo di circa 1°C, che porta la temperatura intorno ai 37,2°C, è il segnale più affidabile che il parto è vicino. Questo calo avviene tipicamente nelle 12-24 ore precedenti il travaglio. Quando lo noti, inizia a osservare tutto il resto con più attenzione.

Nelle ore successive, la gatta inizia a cercare un luogo riparato, caldo e lontano dal rumore. Può girare per casa, annusare angoli, entrare e uscire da scatole o armadi. Questa ricerca del nido può iniziare anche 24-48 ore prima del travaglio vero e proprio, ma si intensifica man mano che il momento si avvicina. Parallelamente, la gatta smette di mangiare, diventa irrequieta e inizia a leccarsi insistentemente la zona genitale.

Nelle ultime ore prima dell’espulsione, compaiono le perdite vaginali. Quelle rosso scuro sono del tutto fisiologiche e indicano che il collo dell’utero si sta aprendo. Se invece le perdite sono nere, hanno un odore forte e sgradevole, o sono molto abbondanti prima che nascano tutti i gattini, è il momento di chiamare il veterinario senza aspettare. A questo punto le contrazioni diventano visibili e il parto è imminente.

Come Si Svolge il Parto Fase per Fase

Il parto della gatta si articola in tre fasi distinte, ed è utile conoscerle tutte.

Prima fase: il travaglio. La gatta è irrequieta, cerca il nido, rifiuta il cibo, agisce in modo instabile e potrebbe cercare un posto tranquillo. Questa fase può durare da poche ore a quasi un giorno intero.

Seconda fase: l’espulsione. Avviato il travaglio attivo, inizieranno le contrazioni addominali e uterine. Con l’aumentare dell’intensità, la gatta inizierà a miagolare e questo momento culminerà con l’espulsione dei suoi cuccioli, avvolti nella sacca amniotica, che verrà rimossa dalla mamma stessa.

Il primo gattino nasce dopo circa un’ora dall’inizio del travaglio e i successivi arrivano a distanza di circa 15-20 minuti l’uno dall’altro. Il parto può durare dalle dodici alle ventiquattro ore e le cucciolate vanno da uno fino a un massimo di sei gattini per parto.

Terza fase: l’espulsione della placenta. Sarà sempre la mamma a occuparsi dell’igiene dei piccoli e a staccare il cordone ombelicale. Una volta espulsa autonomamente la placenta, la gatta potrebbe decidere di mangiarla: è del tutto normale. Normalmente viene espulsa una placenta per ogni gattino. Conta sia i gattini nati sia le placente raccolte.

conta sempre le placente: se il numero non corrisponde ai gattini nati, avvisa subito il veterinario.

Quando il Parto è Normale e Quando Non Lo è

Durante il parto normalmente la gatta è autonoma e non ha bisogno dell’intervento del proprietario o del medico veterinario. Questo vale nella maggior parte dei casi. Ma ci sono situazioni che richiedono intervento rapido.

Viene denominata distocia la difficoltà o impossibilità dei cuccioli di passare attraverso il canale uterino della gatta, fenomeno frequente quando si parla di complicazioni durante il parto nei felini. Nella gatta il 67% delle distocie ha cause materne, quali inerzia uterina primaria e secondaria e anomalie del canale del parto.

Questi sono i segnali d’allarme concreti:

  • Contrazioni che durano oltre 30 minuti senza progresso visibile.
  • Un intervallo di quattro ore tra la nascita di un cucciolo e l’altro.
  • Perdite vaginali nere, maleodoranti o molto abbondanti prima che nascano tutti i gattini.
  • La gatta smette completamente di spingere ma l’addome è ancora visibilmente gonfio.

In tutti questi casi, non aspettare: contatta il veterinario immediatamente, anche se è notte o festivo.

Vale la pena sapere anche che esiste il cosiddetto travaglio interrotto. Nel parto normale della gatta può verificarsi il “travaglio interrotto”: la mamma smette di spingere dopo la nascita dei primi cuccioli per riposarsi e allattare i gattini già nati. La pausa può durare anche 24 o 36 ore. Non è sempre un’emergenza, ma va monitorata con attenzione.

Come Preparare il Nido e il Kit di Emergenza

Prepararsi in anticipo fa tutta la differenza. Almeno quattro settimane prima dell’inizio previsto del travaglio, crea un posto accogliente per la gatta, ad esempio una scatola di cartone vuota con delle coperte o degli asciugamani. Mettila in un angolo tranquillo, lontano dal traffico di casa.

Il kit essenziale include: guanti monouso, asciugamani puliti, garze sterili, siringa a bulbo (aspiratore), forbicine sterili, pinza emostatica, termoforo o piastra termica con copertura, bilancia precisa, latte in polvere per gattini con biberon o siringa, contatti veterinari e un documento per annotare le nascite.

avere il numero del veterinario di guardia notturno a portata di mano è la precauzione più sottovalutata. I parti spesso avvengono di notte, e quei 10 minuti passati a cercare il numero nel panico possono pesare molto.

In genere non è necessario l’intervento umano durante il parto, tuttavia è consigliabile restare a disposizione della micia soprattutto se per la gatta si tratta della prima gravidanza. Le primipare tendono a essere più disorientate e possono aver bisogno di qualche rassicurazione silenziosa.

Cosa Fare Subito Dopo la Nascita dei Gattini

Il post-parto immediato è delicato quanto il parto stesso. Se un gattino non respira: pulire bocca e naso con la siringa a bulbo, strofinarlo energicamente con un asciugamano caldo per stimolare la respirazione, mantenere il calore. Se non respira entro pochi minuti, recarsi immediatamente dal veterinario.

Se il sacco placentare di un gattino si rompe durante il parto, bisognerà aiutarlo a liberarsi. Se la gatta non pulisce i cuccioli appena partoriti, è il proprietario del felino a doversi sostituire alla neo mamma utilizzando apposite salviette detergenti.

Una volta nati, i cuccioli devono restare con la loro mamma per un minimo di due mesi per evitare i problemi causati da uno svezzamento prematuro. Il latte materno e il contatto con la madre hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo immunitario e comportamentale.

Per quanto riguarda l’alimentazione della madre, durante la gestazione è importante garantire un’alimentazione adeguata, con diete ricche di proteine e alimenti di alta qualità, perché la futura mamma consuma più energia rispetto a un gatto adulto normale. Questo fabbisogno aumenta ulteriormente durante l’allattamento.

gatta in travaglio con gattini appena nati nel nido

Conclusione

I segnali del parto nella gatta non sono mai rumorosi. Sono discreti, spesso notturni, a volte quasi invisibili. Conoscerli in anticipo è l’unico modo per essere presenti quando conta davvero. Misura la temperatura nelle ultime 72 ore di gestazione, prepara il nido con largo anticipo e tieni il veterinario di fiducia avvisato della data presunta. Se hai dubbi durante il travaglio, chiama subito: aspettare non è mai la scelta giusta quando c’è una vita in gioco.

Domande Frequenti

  1. Quanto tempo prima del parto la gatta cerca il nido?
    Di solito la ricerca del nido inizia 24-48 ore prima del travaglio, ma alcune gatte cominciano fino a una settimana prima.

  2. Come si misura la temperatura alla gatta incinta?
    Si usa un termometro nella zona ascellare o rettale. Il calo sotto i 38°C nelle 12-24 ore precedenti indica che il parto è vicino.

  3. Quanti gattini può avere una gatta in una cucciolata?
    Le cucciolate vanno generalmente da uno a sei gattini, con variazioni legate alla razza, all’età e alla salute della madre.

  4. Vale la pena fare un’ecografia durante la gravidanza della gatta?
    Sì. L’ecografia permette di confermare la gravidanza dal 14° giorno, monitorare la vitalità dei feti e stimare la data del parto con buona precisione.

  5. Quando è necessario un parto cesareo nella gatta?
    Il cesareo si rende necessario in caso di distocia grave, inerzia uterina che non risponde ai farmaci, o quando un gattino è bloccato nel canale del parto. Richiede intervento veterinario urgente.